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L'ESSENZA DEL MARE, IL PROFUMO DELLA STORIA.

L'ESSENZA DEL MARE, IL PROFUMO DELLA STORIA.

L'ESSENZA DEL MARE, IL PROFUMO DELLA STORIA.


Chi conosce Acqua dell'Elba sa che nella preziosa statuetta che vedete riprodotta in questo post c'è parte del nostro DNA. L'idea di fondare una profumeria artigianale a Marciana Marina nacque proprio navigando vicino allo scoglio di Paolina, dove venne ritrovato il veliero romano naufragato nel II secolo D.C. Nella sua stiva, fra molti altri preziosi reperti, c'era anche questo elegante tappo in avorio utilizzato per le anfore dei profumi. Ed è da qui che inizia non soltanto la storia di Acqua dell'Elba, ma anche quella che vi vuole raccontare questo post.

IL PROFUMO DELLA STORIA: UN SACRIFICIO FATTO "PER FUMUM"
A Roma la mania dei profumi arrivò dopo la conquista della Grecia. Fu allora che i latini iniziarono ad apprezzare il piacere raffinato delle essenze più preziose come accessorio personale: prima le essenze venivano utilizzate soltanto come sacrificio degli dei. Venivano bruciate sugli altari, e il dono arrivava alle divinità attraverso il fumo o, per dirla in latino, "per fumum". Pare sia questa, infatti, l'etimologia del termine che divenne talmente popolare nell'impero romano che l'imperatore Tiberio fu costretto a lamentarsi in Senato dell'enorme spesa sostenuta dai romani per essere sempre immersi in fragranze raffinate: 100 milioni di sesterzi ogni anno.

IL PROFUMO DELLA STORIA: IL PROCESSO PER OTTENERLI
Il processo della distillazione arrivò dall'Arabia solo dopo l'anno mille e quindi nell'antica Roma gli "unguentari", cioè i fabbricanti di profumi, scioglievano le essenza all'interno del "succo", cioè di sostanze diluenti in cui gli aromi venivano fatti macerare. Questo faceva sì che i profumi fossero principalmente a base grassa, e che potessero essere utilizzati soltanto spalmandoseli sul corpo come una crema. Più tardi venne utilizzato un particolare tipo di olio, spremuto dalle olive acerbe, ed è molto probabilmente questo tipo di profumo che veniva conservato in ampolle come quella ritrovata sulla nave naufragata di fronte all'Elba.

IL PROFUMO DELLA STORIA: GLI INFLUENCER DELL'ANTICA ROMA
A rendere popolare l'uso dei profumi presso la popolazione contribuirono personaggi famosi che ne utilizzavano in quantità. A partire da Giulio Cesare, il cui profumo preferito veniva chiamato Telinum e aveva note di fieno greco, meliloto e maggiorana. Nerone, come sempre esagerato, spargeva enormi quantità di profumo durante i suoi banchetti e un ospite ne rimase intossicato. Cleopatra invece preferiva fabbricarsi da sola il suo profumo, che si chiamava Susinum e aveva come base le intense note del giglio. Il nostro viaggio nella storia del profumo continuerà nelle prossime settimane, e arriveremo proprio in Toscana.


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